Non capisco più di tanto la grande delusione, le lacrime amare
dei tifosi italiani per la finalissima persa a Kiev, contro la più
forte squadra nazionale del momento cioè la Spagna.
Quella Spagna che negli ultimi anni ha fatto praticamente
il bello e il cattivo tempo vincendo due europei di fila
ed un mondiale nel mezzo, cosa mai riuscita a nessuna
Selezione, nemmeno alla leggendaria di Didì, Vavà e Pelè
(che erano la guallera di Canè...) .
L'Italia di Prandelli, partita fra lo scetticismo generale
(come nell'82...chi ricorda come finì), era data per quasi
spacciata fin dalla terribile partita inaugurale appunto
contro le Furie Rosse.
Finita poi con un bel pareggio, che ci riempì
giustamente d'orgoglio.
Meno brillante la partita contro i bistecconi croati,
tutta fisicità ma tecnica a livello del Pizzighettone.
Poi la vittoria (lo diciamo? Facile...) contro i simpaticissimi
irlandesi dell'EIRE, guidati da nonno Trap e Tardellone,
cui si deve dar merito di aver fatto cose pregevoli alla guida
dei Verdi, forse anche meglio di Sua Mastà Don Fabio
con la ben più blasonata Inghilterra.
Inghilterra che davvero ci ha impressionato negativamente
ai quarti, con una vittoria italiana lampante e fulgida come
quella dei tempi del povero Chinaglia e Capello.
Che tra italiani e tedeschi ci fosse sempre stato un rapporto
di odio-amore questo è risaputo, ma l'odio feroce che devono
avere per noi i calciofili crucchi, è ben comprensibile,
siamo il loro terrore, siamo quelli che puntualmente
rompono le uova nel paniere ai loro più fulgidi sogni.
Ogni volta che la Germania pesca l'Italia nelle fasi
finali dei tornei che contano, iniziano a sudare freddo
ed ormai sono quasi rassegnati: contro Italien, Deutschland
kaputt, altro che Uber Alle...
La Spagna, dopo secoli di figure barbine tra mondiali ed
europei, si sta prendendo una strepitosa rivincita.
L'Italia era stanca, era forse impaurita, certo era inferiore.
Allora, perchè fare drammi?
Pare che il 4-0 stesse stretto agli iberici, che poteva finire
6-0, e nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo.
Ma noi italiani, ipocriti come al solito, piangiamo, ci
buttiamo per terra rotolandoci nel fango e stracciandoci
le vesti, dopo aver cosparso il capo di cenere.
Embè? Dov'è tutto questo dramma?
Eravamo inferiori, eravamo soprattutto stanchi.
Fossimo stati belli freschi forse si arrivava ai supplementari.
Forse.
Eh, ma il Portogallo...
Il Portogallo ha messo ai ferri la Spagna ma alla fine
è crollata ai rigori.
Rossi campioni anche dal dischetto.
Riassorbita la scoppola, tremenda ma salutare,
Prandelli si atteggia a filosofo e da addirittura
lezioni di Economia, dicendo che siamo una
nazione di vecchi pantofolai.
Questa vetta del pensiero si assurge a Vate,
dimenticando la quasi-cinquina cuccata dalla
Spagna, insomma, il CT della più scalcagnata
nazionale degli ultimi 70 anni (almeno fino
prima dell'Europeo), pontifica.
Siamo proprio un popolo impagabile,
un popolo sempre eccezionale.
Mai una volta che si riesca ad essere
un popolo normale...
dei tifosi italiani per la finalissima persa a Kiev, contro la più
forte squadra nazionale del momento cioè la Spagna.
Quella Spagna che negli ultimi anni ha fatto praticamente
il bello e il cattivo tempo vincendo due europei di fila
ed un mondiale nel mezzo, cosa mai riuscita a nessuna
Selezione, nemmeno alla leggendaria di Didì, Vavà e Pelè
(che erano la guallera di Canè...) .
L'Italia di Prandelli, partita fra lo scetticismo generale
(come nell'82...chi ricorda come finì), era data per quasi
spacciata fin dalla terribile partita inaugurale appunto
contro le Furie Rosse.
Finita poi con un bel pareggio, che ci riempì
giustamente d'orgoglio.
Meno brillante la partita contro i bistecconi croati,
tutta fisicità ma tecnica a livello del Pizzighettone.
Poi la vittoria (lo diciamo? Facile...) contro i simpaticissimi
irlandesi dell'EIRE, guidati da nonno Trap e Tardellone,
cui si deve dar merito di aver fatto cose pregevoli alla guida
dei Verdi, forse anche meglio di Sua Mastà Don Fabio
con la ben più blasonata Inghilterra.
Inghilterra che davvero ci ha impressionato negativamente
ai quarti, con una vittoria italiana lampante e fulgida come
quella dei tempi del povero Chinaglia e Capello.
Che tra italiani e tedeschi ci fosse sempre stato un rapporto
di odio-amore questo è risaputo, ma l'odio feroce che devono
avere per noi i calciofili crucchi, è ben comprensibile,
siamo il loro terrore, siamo quelli che puntualmente
rompono le uova nel paniere ai loro più fulgidi sogni.
Ogni volta che la Germania pesca l'Italia nelle fasi
finali dei tornei che contano, iniziano a sudare freddo
ed ormai sono quasi rassegnati: contro Italien, Deutschland
kaputt, altro che Uber Alle...
La Spagna, dopo secoli di figure barbine tra mondiali ed
europei, si sta prendendo una strepitosa rivincita.
L'Italia era stanca, era forse impaurita, certo era inferiore.
Allora, perchè fare drammi?
Pare che il 4-0 stesse stretto agli iberici, che poteva finire
6-0, e nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo.
Ma noi italiani, ipocriti come al solito, piangiamo, ci
buttiamo per terra rotolandoci nel fango e stracciandoci
le vesti, dopo aver cosparso il capo di cenere.
Embè? Dov'è tutto questo dramma?
Eravamo inferiori, eravamo soprattutto stanchi.
Fossimo stati belli freschi forse si arrivava ai supplementari.
Forse.
Eh, ma il Portogallo...
Il Portogallo ha messo ai ferri la Spagna ma alla fine
è crollata ai rigori.
Rossi campioni anche dal dischetto.
Riassorbita la scoppola, tremenda ma salutare,
Prandelli si atteggia a filosofo e da addirittura
lezioni di Economia, dicendo che siamo una
nazione di vecchi pantofolai.
Questa vetta del pensiero si assurge a Vate,
dimenticando la quasi-cinquina cuccata dalla
Spagna, insomma, il CT della più scalcagnata
nazionale degli ultimi 70 anni (almeno fino
prima dell'Europeo), pontifica.
Siamo proprio un popolo impagabile,
un popolo sempre eccezionale.
Mai una volta che si riesca ad essere
un popolo normale...
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